Moltissime sono le preoccupazione che ci assillano, ci disorientano e sono all’origine di alcuni sintomi fisici, come spossatezza, tensioni muscolari, colon irritabile e disturbi del sonno.

Essere preoccupati per qualcosa è un fenomeno che generalmente si sviluppa nella tarda adolescenza o all’inizio dell’età adulta ed è uno stato d’animo molto diffuso tra la popolazione, tanto da essere sottovalutato dai più, ritenendolo una peculiarità caratteriale su cui difficilmente è possibile intervenire.

In realtà il continuo rimuginare e il conseguente senso di inquietudine, spesso accompagna i disturbi d’ansia, quali ansia generalizzata, fobia sociale e panico. È importante sottolineare che continuare ad arrovellarsi non è, come spesso si pensa, un modo valido per risolvere o comunque affrontare problemi e ostacoli, ma piuttosto è proprio questo modo negativo di pensare il vero problema da affrontare e risolvere. È necessario imparare che le preoccupazioni non rendono il mondo più sicuro, anzi rendono noi stessi più insicuri nei confronti di ciò che accade intorno a noi.

Vediamo quindi quali sono le strategie che possono aiutare ad alleviare l’ansia e a liberarsi dei continui pensieri che affollano la nostra mente, facendo perdere di vista la realtà.

Preoccuparsi in maniera più efficace. Cosa vuol dire? Significa imparare a preoccuparsi solo ed esclusivamente quando effettivamente esiste un problema reale e fondato, stabilendo al contempo cosa è possibile fare per risolverlo, agendo di conseguenza in quella direzione. L’ansia e la preoccupazione devono diventare una risorsa per la ricerca di soluzioni e cambiamenti.

Accettare la realtà, ovvero riconoscere e prendere in considerazione ciò che è reale in quel momento senza lasciarsi trascinare dal pensiero di ciò che potrebbe accadere, e impegnarsi per il cambiamento, chiedendosi quali sono i nostri obiettivi e che cosa si può fare per raggiungerli.

Mettere in discussione il nostro modo di pensare dominato dall’inquietudine e caratterizzato da pensieri negativi, scorretti e davvero poco obiettivi del tipo “sono un fallito”, “non incontrerò mai la persona giusta”, “verrò sicuramente rifiutato dagli altri”, “sarà di nuovo un fallimento”…  Imparare a riconoscerli, diventarne consapevoli  e “smontarli” sono i passi fondamentali da mettere in atto.

Affrontare il fallimento trasformandolo in risorsa e opportunità, allontanandosi dal pensiero che l’insuccesso sia l’ennesima prova della propria debolezza e impotenza.

Le persone che riescono a fare proprie queste strategie provano benessere e riescono ad affrontare gli eventi della vita in maniera più efficace e positiva. Non sempre, però, è possibile da soli riuscire ad acquisire queste competenze e a modificare il proprio stile di pensiero, soprattutto quando la preoccupazione e l’ansia sono presenti da molto tempo, causando spesso insoddisfazione e sensazioni di impotenza. In questi casi è utile chiedere l’aiuto di uno specialista, in modo che questi faccia da sostegno e da catalizzatore per agevolare il cambiamento e per favorire il raggiungimento di una maggiore serenità.