Mi capita spesso di ricevere questa domanda da amici, familiari e persone che vedo in studio:

“In cosa consiste una psicoterapia?”

Non è semplicissimo rispondere, perché il mio timore è o di usare termini troppo tecnici e nebulosi o di darne una spiegazione eccessivamente elementare e riduttiva. 
Proverò a scriverla qui in modo da avere un vostro riscontro.  

Un percorso di psicoterapia inizia con il primo colloquio e la fase di valutazione. La prima parte di lavoro consiste quindi in 3-4 colloqui,  per conoscerci e comprendere il problema. Questo avviene attraverso il colloquio e la compilazioni di alcuni questionari, che restituiscono una”fotografia” dello stato emotivo della persona. Dopodiché si individueranno, insieme al paziente, gli obiettivi da raggiungere per raggiungere uno stato di benessere psicologico. Gli obiettivi dovranno essere concreti e realizzabili, questo per avere una visione reale del percorso che si sta facendo e per capire a che punto si è. La terapia si può dire che inizierà con il primo obiettivo. Bisogna tenere presente che spesso gli obiettivi si accavalleranno, perché comunque riguardano aree della sofferenza che non sono chiuse in comportamenti stagni e che quindi dialogano tra loro. L’importante è averli sempre ben in mente!
La psicoterapia cognitivo-comportamentale si fonda sull’assunto che il nostro comportamento e la sofferenza emotiva, quindi le emozioni negativi come tristezza o ansia,  derivino dal nostro modo di pensare e di interpretare gli eventi. La finalità del lavoro terapeutico è quello di condurre il paziente verso un graduale cambiamento dei propri pensieri. Ciò avviene attraverso il confronto dialogico con lo psicoterapeuta, che accompagna il paziente verso una maggiore consapevolezza di ciò che gli succede a livello emozionale e di pensiero. Oltre alla “parola”, nella terapia cognitivo-comportamentale vengono usati altri strumenti, come diari, auto-osservazioni, tecniche di rilassamento, che il paziente dovrà svolgere fuori dalla seduta.
E’ un lavoro molto pratico che si fonda sulla collaborazione tra paziente e terapeuta. Il paziente assume quindi un ruolo molto attivo, così come il terapeuta.