Un recentissimo studio pubblicato sul Journal of Health and Social Behavior ha evidenziato come l’essere sposati possa giocare un ruolo importante e decisivo nell’aumentare le probabilità di sopravvivenza per coloro che sono sottoposti ad un intervento al cuore. Un caso, quindi, in cui, secondo quanto evidenziato dall’èquipe di ricercatori della Emory University, i single sarebbero svantaggiati, con una prognosi sfavorevole per due volte maggiore.

Ciò che emerge e che può avere rilevanza dal punto di vista psicologico è la differenza di aspettative rispetto all’intervento tra chi è coniugato e chi invece è single.  La persona sposata ha un’aspettativa maggiormente positiva perché consapevole di poter gestire il dolore e i propri timori sulla propria salute con il sostegno del proprio coniuge. In senso più generale questo studio sottolinea come sia fondamentale nelle situazioni critiche, quali interventi o malattie, la presenza di un caregiver non solo attento, comprensivo  e amorevole ma con il quale si è deciso insieme di condividere un progetto di vita.