Gli stili di coping sono il modo naturale con cui ognuno di noi reagisce alle difficoltà. Capire perché reagiamo in un certo modo può diventare un passo fondamentale per ritrovare equilibrio, soprattutto quando l’evento stressante ci mette alla prova e non riusciamo più a “riconoscere” le nostre risorse interne.
Cos’è il coping
Il concetto di coping, che letteralmente significa “far fronte”, “tener testa”, “lottare con successo”, viene utilizzato per indicare lo stile cognitivo e comportamentale di un individuo nell’affrontare un evento stressante e le sue capacità di superare le difficoltà e le conseguenze emozionali che possono sorgere.
In una prospettiva cognitivo-comportamentale, il coping rinvia all’adattamento dell’individuo alle avversità della vita.
Perché parliamo di coping? L’importanza del modo in cui reagiamo allo stress
Le svariate modalità di approccio rispetto all’evento stressante differiscono da individuo a individuo e costituiscono gli stili di coping.
In psiconcologia, ad esempio, questo parametro permette di spiegare come la malattia neoplastica possa influenzare la reazione psicologica, l’adattamento psicosociale al cancro, le eventuali complicanze psicopatologiche, la qualità della vita successivamente alla diagnosi, la compliance alla terapia e, probabilmente, anche l’evoluzione biologica della malattia.
Quando ci troviamo davanti a un evento avverso, non esiste un modo giusto o sbagliato di reagire: esiste il nostro modo.
Per approfondire Come gestire ansia e stress e Percorso psicologico per l’ansia a Milano
Fattori che influenzano la capacità di far fronte alle difficoltà
È stata identificata una serie di componenti che influenzano enormemente la capacità della persona di accettare un evento avverso e non darsi per vinta:
-
tipo di evento avverso e stressante
-
livello precedente di adattamento
-
significato attribuito all’evento stressante
-
fattori culturali e religiosi
-
tipo ed entità del supporto sociale
-
assetto psicologico del paziente
-
caratteristiche di personalità
-
stili di coping
I principali stili di coping
Possono essere individuati quattro stili di coping, ovvero reazioni ad un evento avverso, che si distinguono per diversi gradi di ansia e depressione e per differenti reazioni comportamentali.
1. Hopelessness/Helplessness
Caratterizzato da elevati livelli di ansia e depressione, assenza di strategie cognitive, numerose risposte comportamentali e convinzione di poter controllare dall’esterno la situazione stressante.
Esempio tipico: “Non posso farci niente, tanto non cambierà nulla”.
2. Spirito combattivo
I livelli di ansia e depressione sono relativamente moderati e si ha la convinzione di poter controllare l’evento dall’interno. Si assiste allo sforzo della persona di pensare positivamente, per non sprofondare nel pessimismo.
Esempio: la persona cerca informazioni, strategie, soluzioni e mantiene un atteggiamento attivo.
3. Accettazione stoica
Contraddistinta da sentimenti di ansia e depressione facilmente controllabili, da un’attitudine fatalistica e dalla convinzione di un controllo esterno sull’evento avverso.
4. Negazione/Evitamento
Assenza di ansia e depressione, attuazione di strategie cognitive e convinzione di controllo esterno e interno sull’evento.
Può manifestarsi come: “Continuo la mia vita come se non fosse successo nulla”.
Alcuni autori descrivono, oltre a queste quattro reazioni, una quinta risposta emozionale: la disperazione, che emerge solitamente di fronte alla diagnosi di una malattia grave.
La persona si sente inutile, sconfitta dalla malattia, vista come un male dal quale non può sfuggire, ed è continuamente angosciata da idee fisse di morte.
Tale atteggiamento depressivo e catastrofico avrà un influsso negativo sulla compliance al trattamento medico.
Quali sono gli stili di coping più efficaci?
Considerando le diverse modalità di coping, quelle più efficaci sono quelle che implicano una completa accettazione della situazione, a differenza di quelle caratterizzate da negazione ed evitamento, che risultano le meno efficaci.
Il coping è una funzione che si modifica nel tempo, varia in base al contesto e alle capacità cognitive dell’individuo. I risultati migliori si ottengono usando modalità flessibili, capaci di adattarsi a ciò che accade.
Le strategie cognitive e attive risultano tra le più efficaci perché permettono di affrontare l’evento stressante con maggiore consapevolezza.
È importante ricordare che nessuno stile rimane identico per sempre: possiamo imparare a svilupparne di nuovi e più funzionali.
FAQ
Lo stile di coping può cambiare nel tempo?
Sì, è una funzione dinamica che si modella in base all’esperienza, al supporto disponibile e alla consapevolezza personale.
Come posso capire qual è il mio stile di coping?
Osservando come reagisci nei momenti difficili (tendi ad agire, evitare, controllare, delegare?) o approfondendolo con l’aiuto di un professionista.
Quando può essere utile parlare con uno psicologo?
Quando lo stress diventa costante, quando ti senti sopraffatto, o quando hai la sensazione di reagire sempre allo stesso modo anche se non funziona più.
Se senti che il modo in cui affronti le difficoltà non ti sta aiutando più come prima, possiamo lavorarci insieme.
Se ti riconosci in uno degli stili descritti e senti il bisogno di trovare strategie più efficaci, posso aiutarti a comprendere e potenziare il tuo modo di affrontare gli eventi stressanti.
Ricevo a Milano e lavoro anche online.
Puoi contattarmi qui per un primo colloquio: insieme valuteremo quali risorse stai già usando e quali possono aiutarti a ritrovare equilibrio e flessibilità.


